GIANNI PETTENA. ARCHIPENSIERI

Il 14 aprile durante la art week night 2018, Archipensieri viene presentata come ideale introduzione alle attività espositive ospitate negli spazi interni di FuturDome. L’installazione modifica la prospettiva spaziale del cortile d’ingresso, attraverso quattro elementi angolari di grandi dimensioni, la cui collocazione viene percepita in modo diverso a seconda dell’altezza e della posizione dello spettatore, fino a formare l’immagine perfetta di un cubo, man mano che l’osservatore procede verso l’interno. Anche in questo caso, Gianni Pettena (1940, Bolzano) instaura, all’interno della storia e dell’anatomia di FuturDome, una lezione sulle molteplici possibilità di approccio allo spazio e sulla necessità di interrogarsi sulle nostre certezze riguardo all’esistenza di uno spazio preordinato. Archipensieri, installato e raccontato, attraverso un talk di presentazione, in FuturDome propone non solo una diversa lettura, ma anche una lezione di percezione spaziale. Ribadisce metaforicamente la convinzione di come non esistano ormai confini, nel rapportarsi alle tematiche relative allo spazio fisico, tra la sensibilità dell’architetto e quella dell’odierno artista ambientale. L’architettura, rappresentata qui da un’icona che sinteticamente ne simboleggia l’intera storia, diviene riconoscibile solo attraverso una lettura più attenta dello spazio, solo attraverso un percorso che conduce da una percezione disincantata a una più consapevole, capace di considerare e valutare le modifiche, i dati di riferimento e i rapporti che, all’apparenza sempre mutevoli, si ricompongono attraverso il controllo della ragione, così che l’apparente disordine trova (ma può anche non trovare) un ordine, una struttura, una memoria. Con la ‘fisicità’ e le grandi dimensioni dell’opera, concepita in occasione di un convegno sul tema del futuro dell’arte contemporanea in contesto urbano (“Inonia. Quali città d’arte a venire”?, Università di Cassino, 25-26 maggio 2001), l’autore intendeva anche manifestare la propria opinione sul tema del dibattito in un maniera utile a ribadire, attraverso l’impatto visivo, ogni sua possibile affermazione teorica. Il lavoro venne realizzato, in un apposito spazio di una collezione (Collezione Longo, Cassino) particolarmente attenta alle tematiche dell’arte ambientale e della corretta percezione dello spazio fisico. L’ultrasettantenne artista, dopo una storica frequentazione del mondo dell’arte e dell’architettura, (oggetto di una lunga e progressiva fenomenologia di citazioni e ispirazioni da parte di critici, architetti e artisti contemporanei ), con la presenza di Archipensieri ribadisce la cristallizzazione di un ruolo in genere attribuito a maestri più o meno scomparsi dalla scena, rivendicando invece la continuità del proprio lavoro tuttora in corso.

Gianni Pettena, architetto, artista e critico, professore di Storia dell’Architettura Contemporanea all’Università di Firenze e di Progettazione alla California State University, appartiene al nucleo originario, insieme a Archizoom, Superstudio e Ufo, dell’architettura radicale italiana.  Il suo lavoro, le sue proposizioni teoriche e sperimentali, che hanno assunto la forma di progetti di design, di interni, d’architettura, di installazioni museali e performances,  fin dagli anni sessanta dialoga e si integra con il divenire del mondo delle arti con continuità di confronti e partecipazioni a esposizioni in musei e gallerie. Pur non rinnegando la propria formazione di architetto ma convinto della necessità di ripensare il significato della disciplina, come d’altra parte gli altri ‘radicali’ allora suoi compagni di strada,  a differenza loro preferisce fin da quegli anni usare gli strumenti e i  linguaggi delle arti visive più che quelli tradizionali della progettazione architettonica, avvicinandosi con questo più alla concettualità della ricerca radicale austriaca che all’ispirazione pop di quella inglese, cui invece si rifaceva prevalentemente il lavoro dei radicali fiorentini, almeno ai suoi inizi.

Gianni Pettena. Archipensieri
A project curated by:
Atto Belloli Ardessi and Ginevra Bria
Artistic Direction: Atto Belloli Ardessi

Opening: Saturday, April 14th, 6.30 – 10.00 p.m.
Installation period: from April 14th, till May 14th
Talk: April 14th, the art week night
Venue: FuturDome, via Paisiello 6, Milano
Address: via Giovanni Paisiello 6, 20131 Milano
Hours: every days of the week, from 4.00 pm to 7.00 pm, Sundays and Mondays not included
Entry: free
Information: info@futurdome.com,  ph. +39 393.4040233
For special enquiries : info@futurdome.com
Press Office: Maddalena Bonicelli maddalena.bonicelli@gmail.com | +39 335 6857707

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